Ciò che non viene appreso inizialmente condiziona inevitabilmente gli sviluppi futuri del modo di scrivere di un singolo individuo, ma anche di intere generazioni, al di là delle libere elaborazioni personali di ciascuno (cit).

L'educatore del gesto grafico. Conoscenze, abilità e competenze

L'Educatore del gesto grafico, figura professionale disciplinata dalla Legge n. 4/2013 ed espressamente qualificata dalla norma tecnica UNI 11760/2019, è "il professionista che favorisce, sostiene e integra i processi di apprendimento dell'espressione del gesto grafico e della scrittura manuale, promuovendo la conquista di un movimento grafico fluido, funzionale e adeguato ai ritmi personali".

Tra i compiti e le attività specifiche della professione dell'Educatore del gesto grafico, identificati in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (EQF - European Qualifications Framework), la norma UNI contempla:

  • Individuazione, interpretazione e definizione delle esigenze, del tipo di intervento e delle aspettative;
  • Acquisizione, studio e analisi della documentazione personale e grafica;
  • Conduzione di un'osservazione professionale e sistematica del gesto grafico e del contesto in esame finalizzata alla realizzazione del bilancio grafo-motorio;
  • Elaborazione del bilancio grafo-motorio e progettazione di un intervento personalizzato finalizzato a un corretto apprendimento e sviluppo del gesto grafico e della scrittura manuale;
  • Restituzione al cliente dei risultati emersi e condivisione dell'intervento a sostegno dei processi di apprendimento dell'espressione del gesto grafico e della scrittura manuale, anche in collaborazione/integrazione con altri professionisti e/o specialisti;
  • Realizzazione del progetto di intervento sul gesto grafico e/o scrittura manuale in relazione al progetto e agli obiettivi condivisi;
  • Monitoraggio dell'intervento sul gesto grafico e/o scrittura manuale, anche in collaborazione/integrazione con altri professionisti e/o specialisti;
  • Trasferimento delle conoscenze, abilità e competenze relative all'educatore del gesto grafico tramite attività di laboratorio, di formazione e di ricerca.

Secondo la qualificazione operata dalla normativa UNI, emerge quindi che tale figura professionale, grazie a specifiche conoscenze, abilità e competenze, ha pieno titolo per intervenire e collaborare nelle attività a sostegno dei processi di apprendimento dell'espressione del gesto grafico e della scrittura manuale.

Ma vediamo, nello specifico, in cosa si concretizza l'attività dell'Educatore del gesto grafico.

Innanzitutto, grazie alle specifiche conoscenze sulla psicofisiologia del gesto grafico e sul processo di apprendimento e di evoluzione della scrittura manuale, egli è in grado valutare, attraverso la somministrazione di prove e test quantitativi, qualitativi e osservativi, se una scrittura presenta un livello di maturità grafica adeguato all'età anagrafica dello scrivente ovvero se presenta indici di difficoltà grafo-motoria eventualmente compatibili con la Disgrafia.

Esistono diverse scale e strumenti (Scala D, Scala BHK, Test di REY, Test di BVSCO, Prove di lateralità) che consentono a questa figura di esperto di rilevare in modo dettagliato i vari indici che concorrono a formare la scrittura individuale nonché tutti quegli aspetti grafo-motori (coordinazione motoria e oculo-manuale, lateralizzazione, postura, impugnatura della penna, ecc.) coinvolti nell'acquisizione, nell'esecuzione e nella personalizzazione del movimento scrittorio, e di stabilire il grado di gravità del problema e le probabili cause.

Sulla scorta dei dati emersi, che vengono sintetizzati nella relazione di "Bilancio grafomotorio", l'Educatore del gesto grafico, grazie anche alle specifiche conoscenze in materia di comunicazione pedagogico-didattica e di psicologia della relazione riguardante i bambini e i ragazzi con difficoltà di scrittura, se ravvisa effettive possibilità di recupero e prima di ricorrere a penalizzanti misure dispensative e compensative, predispone, propone e realizza il progetto di trattamento riabilitativo, finalizzando l'intervento al recupero e al potenziamento delle abilità risultate deficitarie, sino all'acquisizione di un gesto grafico fluido, funzionale e adeguato all'età dello scrivente (evolutiva, adulta e geriatrica).

La tecnica applicata per il recupero/potenziamento della scrittura manuale prevede l'adozione di una metodologia basata principalmente sul reiterarsi di diverse e graduali attività di movimento corporeo e attività pratiche per predisporre le condizioni favorevoli a un gesto scorrevole e a un buon utilizzo dello strumento grafico, per poi passare alle attività strettamente grafiche, prima su grandi formati (tecniche pittografiche, tracciati scivolati), poi a dimensioni più ridotte (tracciati di pregrafismo) e, soltanto verso la fine del percorso, si lavora sull'esecuzione letterale e sulla scrittura vera e propria.

Al termine del percorso riabilitativo, oltre al miglioramento della grafia, si ottengono normalmente indiretti benefici ad ampio raggio, in quanto nel bambino tendono a migliorare l'attenzione, la concentrazione, il senso di autostima, la motivazione ad imparare, la capacità di autocontrollo e di distensione, e, conseguentemente, anche l'andamento scolastico generale.

Se, a rieducazione ultimata, non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti (ad esempio, il bambino/ragazzo resta piuttosto lento nella sua produzione scritta, pur avendo imparato a scrivere in modo ben leggibile e ordinato), allora sarà opportuno ricorrere a strategie compensative e dispensative solo per quegli aspetti non colmati dalla rieducazione (ad esempio, nel caso specifico, concedendo maggior tempo per l'esecuzione scritta nelle verifiche ovvero dispensandolo dalla trascrizione del compito da svolgere consegnandogliene uno già stampato).

Il trattamento di rieducazione ha una durata variabile, ma in genere occorre un incontro settimanale di 50 minuti per almeno 10 mesi. Esso è consigliabile già a partire dalla scuola dell'Infanzia quale valido ed efficace strumento di avvio alla scrittura manuale, in un'ottica di prevenzione delle disgrafie.

Tirando quindi le somme, risulta più che evidente la rilevante importanza che riveste la figura professionale del Grafologo Educatore del gesto grafico/Rieducatore della scrittura, senz'altro la più qualificata per interagire sia nel settore clinico ma soprattutto nel settore scolastico, particolarmente nelle scuole dell'infanzia e primarie, sia come consulente della scrittura per promuovere e coordinare l'attività didattica al fine di facilitare l'avvio e l'apprendimento della scrittura manuale, sia come rieducatore per il recupero delle disgrafie.

Ad oggi, le figure professionali operanti sul territorio europeo con il titolo di Educatore/Rieducatore del gesto grafico o Rieducatore della scrittura vantano tutte un percorso formativo almeno triennale (al termine del quale si consegue il titolo di Grafologo specializzato in Educazione del gesto grafico/Rieducazione della scrittura), oltre all'iscrizione presso associazioni di categoria che garantiscono il corretto espletamento della prestazione e l'aggiornamento professionale continuo e costante.

Nel 2019, il Ce.S.I.O.G. (Centro Studi per l'istituzione dell'Ordine professionale dei Grafologi) ha presentato presso il Ministero della Salute istanza per il riconoscimento della professione di "Tecnico Grafologo Rieducatore della scrittura" quale nuova professione sanitaria, ribadendone la necessità e l'importanza al fine di garantire gli obiettivi previsti dalla legge n. 170/2010 sui Disturbi Specifici di Apprendimento. Il Presidente Ce.S.I.O.G ha rimarcato che ormai e troppo spesso si assiste al rilascio di diagnosi non corrette e all'assenza di un intervento specifico per la Disgrafia ed è, pertanto, necessario garantire che la competenza grafologica venga esercitata da figure professionalmente qualificate, tutelando così valori di rilievo costituzionale come la salute.