Grafologia criminale

Quello fra grafologia e criminologia è un rapporto molto interessante e sempre più fecondo, che pone a pieno titolo la grafologia tra le discipline investigative in grado di dare un contributo alla scena del crimine.

L'esame della scrittura costituisce, difatti, un potente strumento di conoscenza del criminale perché capace di individuarne i tratti psicologici, le funzioni psichiche e le tendenze comportamentali.

La scrittura, è bene evidenziarlo, non mostra i segni del crimine, ma un contesto disintegrato oppure una maschera grafica che comprende i segni della chiusura, della finzione o della vulnerabilità psichica, suscettibili entrambi di sfociare in comportamenti devianti.

Nell'applicazione pratica, l'esame grafologico si svolge rilevando, innanzitutto, i segni presenti nella scrittura, a ognuno dei quali corrisponde un determinato significato psicologico. I segni, poi, vengono valutati nella loro reciproca interazione ed in rapporto all'assetto generale della grafia, pervenendo infine al profilo di personalità dell'estensore.

Il risultato che consegue da tale accertamento è un quadro psicologico dell'individuo, che viene tracciato dal punto di vista intellettivo, caratteriale, affettivo. L'esame della grafia permette, quindi, di capire il tipo di intelligenza, le attitudini e le capacità personali, le tendenze comportamentali in generale, l'estroversione/introversione, gli atteggiamenti adottati nei rapporti sociali, l'emotività.

Si consideri che la scrittura conserva tracce importanti sia del nostro temperamento innato sia degli effetti del "vissuto" sullo sviluppo della personalità, ad esempio traumi infantili, carenze affettive, esperienze personali di vario genere. Pertanto, se in psicologia distinguere l'innato dall'acquisito costituisce un problema, per la grafologia tale aspetto rappresenta un punto di forza.

Il profilo grafologico costituisce, dunque, un rilevante contributo per entrare nella mente dell'autore del crimine e aiuta a rendere visibile ciò che non sempre lo è.

La grafologia, a livello investigativo, permette di valutare:

- la predisposizione a delinquere del soggetto: alcuni segni, se presenti in forma estrema o patologica, costituiscono indici grafologici della "personalità criminale" e della conseguente predisposizione a delinquere di un soggetto. Rilevano, a tal fine, i segni dell'aggressività/impulsività, dell'instabilità emotiva (possibile causa di vulnerabilità interiore ed insicurezza), dell'egocentrismo/narcisismo (l'eccessivo bisogno di soddisfare il proprio ego, anche a scapito degli altri), dell'esaltazione fanatica, della spietatezza/freddezza del sentimento, del desiderio di vendetta/rancore, dell'amoralità, della perversione sessuale;

- la compatibilità tra indiziato e reato: in tal caso, l'esame è mirato a comprendere se il profilo psicologico di un sospettato risulti compatibile - e magari anche in quale grado - con quello dell'autore di quel tipo di reato;

- la reiterazione del crimine, ovvero se una persona possa tornare a compiere un determinato crimine. In tal caso, rilevano quei tratti psicologici (marcata rigidità mentale, fautrice di caparbia ostinazione e di notevole soggettività del giudizio, oppure condizioni di forte disagio psichico o di deficit affettivo/intellettivo) che - qualora presenti in maniera molto intensa e frequente - sono indicativi di una forma mentis che rende l'individuo incline a ripetere il reato già commesso o a compierne di simili;

- le dinamiche dei gruppi criminali: nell'ambito di indagini relative a particolari fenomeni sovversivi (terrorismo, criminalità organizzata), l'esame della grafia consente di delineare i ruoli, le posizioni (ad esempio leader piuttosto che gregario) e le mansioni (in generale, di tipo teorico/organizzative oppure pratico/esecutive) assunti da ciascun membro del gruppo criminale e le specifiche dinamiche interpersonali che ne conseguono;

- l'attendibilità dei collaboratori di giustizia e delle fonti: per tale accertamento, molto importanti sono i segni grafologici che indicano inclinazione all'inganno oppure la tendenza comportamentale che porta l'individuo a dissimulare e/o falsificare;

- la capacità di intendere e volere, ossia stabilire se un soggetto si trovi nelle condizioni di incapacità di intendere e volere e se si tratta di condizioni di tipo transitorio (per assunzione di alcool, farmaci, stupefacenti, oppure a seguito di patologie mentali di natura episodica) oppure permanente.