LA FIRMA GRAFOMETRICA

Capita sempre più spesso, all'atto della firma di documenti in banca, di utilizzare una tavoletta o un tablet ed una penna elettronica. Questa altro non è che la firma grafometrica, una particolare firma elettronica avanzata che si inquadra nel più ampio progetto di dematerializzazione dei processi bancari, avente come finalità la progressiva sostituzione della documentazione cartacea a favore di "documenti informatici".

La firma grafometrica è un tipo di firma "olografa", vale a dire vergata a mano dal sottoscrittore, che però si distingue per essere apposta non su carta ma su una apposita tavoletta elettronica a mezzo di una speciale penna anch'essa elettronica. Attraverso tale specifico hardware nonché grazie ad un apposito software a corredo, il sistema all'atto della sottoscrizione cattura i parametri biometrici tipici di quella firma e li codifica all'interno del documento elettronico sottoscritto.

Nei sistemi di firma grafometrica maggiormente in uso, i parametri biometrici utili per l'identificazione della sottoscrizione sono: la pressione della penna sul display, la velocità con cui si esegue la firma, l'accelerazione durante la fase di scrittura, il ritmo e le coordinate del tratto. Alcuni sistemi, rilevano anche i momenti in cui la penna viene sollevata dalla tavoletta (movimenti aerei).

Una volta apposta la sottoscrizione sul tablet, il documento informatico non sarà più modificabile, diventerà univocamente associato all'utente che ha firmato e sarà conservato presso appositi archivi per poi essere messo eventualmente in evidenza nel caso di una consulenza grafologica.

In tale ultimo caso, l'accesso alla firma grafometrica richiede, oltre all'autorizzazione da parte di un magistrato, anche l'intervento del "conservatore di documenti informatici" - che possiede fisicamente il file contenente i dati della firma da periziare - e del "vigilatore dei dati" (di solito un notaio), che possiede la chiave privata di decriptazione per aprire il documento informatico.

La trasmissione al CTU del file contenente i dati della firma da periziare richiede obbligatoriamente l'accredito presso AgID Agenzia per l'Italia Digitale e una nuova criptazione della chiave pubblica dell'esperto, così come impone l'attuale normativa nazionale ed europea. La trasmissione, però, può anche avvenire attraverso posta certificata, in quanto la criptazione asimmetrica del file grafometrico è sicura ed incolume da "predatori" informatici.

Interrogativi si pongono circa le modalità di accertamento in ipotesi di disconoscimento di una firma grafometrica.

Come si analizza il gesto grafico codificato in linguaggio informatico? Il parametro di osservazione è ancora grafologico o grafologico/informatico?

Nelle Linee-Guida in materia di riconoscimento biometrico e firma grafometrica - allegate al Provvedimento generale prescrittivo in tema di biometria 12 novembre 2014 (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 2 dicembre 2014) - il Garante della Privacy ha innanzitutto confermato la competenza del grafologo giudiziario quando ha evidenziato che nella firma grafometrica si costituisce "un set di informazioni biometriche che, con l'ausilio di tecniche crittografiche, viene strettamente associato a un determinato documento informatico, in modo tale da consentire ex post lo svolgimento di analisi grafologiche da parte di un perito calligrafo (rectius: grafologo) sulla genuinità della sottoscrizione, analogamente a quanto avviene con le firme sui documenti cartacei (tipicamente, a seguito di contenzioso contrattuale o di disconoscimento della sottoscrizione)".

Inoltre, la competenza del grafologo si desume dalla stessa tecnologia utilizzata: i sistemi di apposizione e generazione di firma grafometrica sono integrati, difatti, da tool di lettura grafologica per la decifrazione dei dati biometrici e la loro visualizzazione in chiaro.

Ciò non vuol dire che l'esito della verificazione di autenticità sia affidata ad un software, ma conferma che il linguaggio informatico viene tradotto in grandezze che sostanzieranno gli elementi del gesto grafico da verificare, che l'esperto dovrà leggere e interpretare sempre secondo le leggi della scrittura.

La grafologia giudiziaria si è, quindi, arricchita di ulteriori strumenti di analisi, di prova e valutazione che consentono la "misurazione strumentale" di caratteristiche della scrittura (pressione, velocità, accelerazione, ritmo, coordinate del tratto) con sistemi a bassissima probabilità di errore.